Marwah Gorgis was born and raised in Baghdad/Iraq. She graduated from the college of health and medical technology in Baghdad/Iraq and awarded the degree of bachelor of Prosthodontic Techniques in 2008.
Marwah moved to Chicago in 2010 and had worked in the dental field for seven years. Following her passion for the dental hygiene profession, she attended Fox College in Bedford Park, IL, and graduated with high honors of applied science degree in dental hygiene.
Marwah is a recipient of several awards, the academic excellence award, the student total achievement recognition award, and the Colgate STAR award. She is a member of the American dental hygiene association.
“I enjoy providing patients with the best dental care and knowledge to achieve a healthy smile”
In her spare time, Marwa enjoys spending time with her family and traveling.
Come Riconoscere la Dipendenza dal Gioco: la Guida di Fortunareale
La dipendenza dal gioco d’azzardo è un disturbo riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale e classificato nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) come “Disturbo da Gioco d’Azzardo”, una categoria introdotta nella quinta edizione del 2013 che ha sostituito la precedente definizione di “gioco d’azzardo patologico”. Questo cambiamento non è stato meramente semantico: ha segnato il riconoscimento formale che la dipendenza dal gioco condivide meccanismi neurobiologici profondi con le dipendenze da sostanze, coinvolgendo gli stessi circuiti dopaminergici del sistema di ricompensa cerebrale. In Italia, il fenomeno ha dimensioni significative: secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, si stima che circa 1,3 milioni di italiani soffrano di una forma problematica di gioco d’azzardo, con un ulteriore segmento di popolazione a rischio moderato che potrebbe evolvere verso una dipendenza conclamata. Comprendere come riconoscere i segnali di questa condizione è il primo passo indispensabile, sia per chi teme di essere coinvolto personalmente, sia per familiari e amici che osservano cambiamenti preoccupanti nel comportamento di una persona cara.
I Criteri Diagnostici e i Segnali Comportamentali della Dipendenza
Il DSM-5 identifica nove criteri diagnostici per il Disturbo da Gioco d’Azzardo, e la presenza di almeno quattro di questi nell’arco di dodici mesi è sufficiente per una diagnosi clinica. La gravità viene graduata in lieve (4-5 criteri), moderata (6-7 criteri) e grave (8-9 criteri). Conoscere questi criteri permette a chiunque di effettuare una prima autovalutazione consapevole, pur ricordando che la diagnosi definitiva spetta sempre a un professionista della salute mentale.
Il primo e forse più sottovalutato segnale è la tolleranza: il giocatore sente il bisogno di scommettere somme sempre più elevate per ottenere lo stesso livello di eccitazione. Questo fenomeno è del tutto analogo alla tolleranza farmacologica, e si manifesta spesso in modo graduale e quasi impercettibile. Chi inizia scommettendo dieci euro e si ritrova, dopo mesi, a non provare più alcuna emozione se non con puntate da centinaia di euro, sta sperimentando questo meccanismo. Il secondo criterio riguarda l’astinenza: quando il giocatore tenta di ridurre o interrompere il gioco, sperimenta irritabilità, irrequietezza, difficoltà di concentrazione e, in alcuni casi, sintomi fisici come insonnia e cefalea. Questi sintomi possono essere così intensi da spingere la persona a riprendere a giocare semplicemente per alleviarli, instaurando un circolo vizioso difficile da spezzare.
Un terzo segnale fondamentale è il cosiddetto “chasing delle perdite”: il giocatore problematico tende a tornare a giocare il giorno successivo a una perdita significativa, con l’obiettivo dichiarato di recuperare il denaro perso. Questo comportamento è uno dei marcatori più specifici della dipendenza e si distingue nettamente dal comportamento del giocatore occasionale, che accetta la perdita come parte dell’esperienza. Il chasing è alimentato da distorsioni cognitive profonde, tra cui la convinzione erronea di poter controllare l’esito di eventi aleatori attraverso strategie, rituali o momenti “fortunati”. Strettamente collegato è il quarto criterio, ovvero il preoccuparsi costantemente del gioco: la persona passa molto tempo a pianificare la prossima sessione di gioco, a rivedere mentalmente le sessioni passate, a cercare modi per procurarsi denaro con cui giocare, anche quando non sta effettivamente giocando.
Gli altri criteri includono il giocare per sfuggire a problemi o per alleviare stati d’umore negativi come ansia, depressione o senso di colpa; il mentire a familiari, amici o terapeuti per nascondere l’entità del coinvolgimento nel gioco; il ricorrere ad altri per ottenere denaro con cui far fronte a situazioni finanziarie disperate causate dal gioco; e infine il mettere a rischio o perdere relazioni significative, opportunità lavorative o scolastiche a causa del gioco. Quest’ultimo criterio è spesso quello che emerge più tardi, quando la dipendenza è già in una fase avanzata, poiché il giocatore tende a minimizzare l’impatto del proprio comportamento sulle relazioni fino a quando le conseguenze diventano impossibili da ignorare.
Le Differenze tra Gioco Ricreativo e Gioco Problematico
Una delle difficoltà maggiori nel riconoscere la dipendenza dal gioco è la zona grigia che separa il gioco ricreativo da quello problematico. Non esiste una linea netta e universalmente valida, ma esistono indicatori comportamentali e psicologici che permettono di distinguere le due condizioni con un buon grado di accuratezza. Il giocatore ricreativo gioca per divertimento, con un budget predefinito che è disposto a perdere, e quando quel budget si esaurisce smette senza difficoltà. L’esperienza del gioco è contenuta nel tempo e nello spazio: non invade i pensieri durante il lavoro, non compromette le relazioni e non genera stati di ansia quando non è possibile giocare.
Il giocatore problematico, al contrario, ha perso il controllo sulla frequenza, sulla durata e sull’importo delle sessioni di gioco. Anche quando decide consapevolmente di smettere o di ridurre, si trova incapace di rispettare le proprie intenzioni. Questo è il nucleo della dipendenza: non si tratta di mancanza di volontà, come spesso si tende erroneamente a credere, ma di una modificazione funzionale dei circuiti cerebrali preposti al controllo degli impulsi e alla valutazione delle conseguenze future delle proprie azioni. Ricerche condotte presso l’Università di Cambridge hanno dimostrato che i giocatori problematici mostrano una ridotta attivazione della corteccia prefrontale ventromediale durante i processi decisionali, la stessa area cerebrale compromessa nelle dipendenze da sostanze.
Un elemento particolarmente insidioso è il fenomeno dei “quasi-vincite”: le macchine da gioco elettroniche, i videopoker e molte slot machine online sono progettati per produrre frequentemente esiti in cui il giocatore manca la vincita di poco, per esempio due simboli identici su tre rulli. Studi pubblicati sul Journal of Gambling Studies hanno dimostrato che questi esiti attivano il sistema di ricompensa cerebrale in modo simile a una vincita effettiva, inducendo il giocatore a continuare a giocare nella convinzione inconscia di essere “vicino” al successo. Questa caratteristica di design è stata oggetto di crescente attenzione regolatoria in Europa: il Belgio, ad esempio, ha imposto restrizioni specifiche su questo tipo di meccaniche nel 2019.
In Italia, il quadro normativo sul gioco d’azzardo è gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che dal 2011 ha progressivamente esteso la regolamentazione anche al settore online. Le piattaforme autorizzate sono tenute a implementare strumenti di gioco responsabile, tra cui limiti di deposito, limiti di perdita, periodi di autoesclusione e link a risorse di supporto. Portali informativi come https://fortunareale.com raccolgono e aggiornano regolarmente informazioni sui siti autorizzati ADM e sulle normative vigenti in materia di gioco online in Italia, offrendo un riferimento utile per chi vuole orientarsi nel panorama del gioco legale e responsabile. Tuttavia, la semplice disponibilità di questi strumenti non è sufficiente: la ricerca mostra che i giocatori problematici raramente li utilizzano spontaneamente, e che l’efficacia degli strumenti di autoregolamentazione è significativamente maggiore quando integrata in percorsi di supporto più strutturati.
Le Conseguenze Psicologiche, Sociali e Finanziarie della Dipendenza
La dipendenza dal gioco d’azzardo produce effetti devastanti che si irradiano ben oltre la sfera personale del giocatore, coinvolgendo l’intero nucleo familiare e la rete sociale. Dal punto di vista finanziario, le conseguenze possono essere rapidissime e di portata enorme. A differenza di molte altre dipendenze, quella dal gioco ha un meccanismo di autoalimentazione economica particolarmente pericoloso: per continuare a giocare, il giocatore dipendente è spinto a cercare fonti di denaro sempre nuove, esaurendo risparmi, contrendo debiti con istituti di credito, ricorrendo a prestiti da familiari e amici, e in casi estremi a comportamenti illegali come appropriazioni indebite o frodi. Dati del Ministero della Salute italiano indicano che l’indebitamento medio di un giocatore problematico al momento della richiesta di aiuto supera i 30.000 euro, una cifra che spesso non include i debiti informali contratti con la famiglia.
Le ripercussioni psicologiche sono altrettanto gravi. La depressione è la comorbidità più frequente: si stima che tra il 50% e il 75% dei giocatori problematici soddisfi i criteri per un episodio depressivo maggiore. Il rapporto tra depressione e gioco è bidirezionale: la depressione può spingere a cercare nel gioco una via di fuga temporanea, ma il gioco stesso, attraverso le perdite accumulate, il senso di vergogna e l’isolamento progressivo, alimenta e aggrava la depressione. Anche i disturbi d’ansia sono estremamente comuni, così come l’abuso di alcol e sostanze, che spesso si accompagna alla dipendenza dal gioco in quello che i clinici definiscono “dipendenza duale” o “comorbidità da addiction”.
Il rischio suicidario è una realtà che non può essere ignorata quando si parla di dipendenza dal gioco. Studi internazionali, tra cui una revisione sistematica pubblicata su Crisis nel 2014, indicano che i giocatori problematici hanno un tasso di ideazione suicidaria significativamente più elevato rispetto alla popolazione generale, e che una percentuale compresa tra il 17% e il 24% dei giocatori che cercano trattamento ha effettuato almeno un tentativo di suicidio. Questi dati rendono urgente la necessità di un riconoscimento precoce della dipendenza e di un accesso rapido ai servizi di supporto.
Sul piano delle relazioni interpersonali, la dipendenza dal gioco erode progressivamente la fiducia. Il giocatore problematico tende a mentire sistematicamente per nascondere le proprie abitudini: nega le perdite, inventa scuse per giustificare le assenze o le richieste di denaro, e minimizza il problema anche di fronte all’evidenza. Questo comportamento, pur essendo tipico della dipendenza e non una scelta consapevole di ingannare, produce nei familiari reazioni di rabbia, senso di tradimento e sfiducia che possono portare alla rottura delle relazioni. I partner dei giocatori problematici mostrano spesso livelli elevati di stress psicologico, depressione e ansia, tanto che alcune ricerche hanno coniato il termine “co-dipendenza da gioco” per descrivere le dinamiche relazionali che si instaurano in queste famiglie.
Strumenti di Valutazione e Percorsi di Supporto Disponibili in Italia
Per chi sospetta di avere un problema con il gioco, esistono strumenti di autovalutazione validati scientificamente che possono costituire un primo passo verso la consapevolezza. Il più utilizzato a livello internazionale è il South Oaks Gambling Screen (SOGS), sviluppato nel 1987 da Lesieur e Blume, che attraverso venti domande permette di classificare il livello di problematicità del comportamento di gioco. In Italia viene frequentemente utilizzato anche il CPGI (Canadian Problem Gambling Index), adattato in versione italiana, che valuta sia la frequenza dei comportamenti problematici sia il livello di danno percepito. Questi strumenti non sostituiscono una valutazione clinica professionale, ma possono essere utili per rompere la negazione e motivare la persona a cercare aiuto.
Il sistema di cura pubblico italiano per la dipendenza dal gioco d’azzardo fa capo ai Servizi per le Dipendenze Patologiche (SerDP), presenti su tutto il territorio nazionale e accessibili gratuitamente. Dal 2012, con la cosiddetta “Legge Balduzzi” (Decreto-Legge n. 158 del 2012), il Servizio Sanitario Nazionale ha assunto formalmente la responsabilità della prevenzione, cura e riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo, e le Regioni hanno progressivamente sviluppato linee guida e percorsi terapeutici specifici. Il trattamento evidence-based più efficace per il Disturbo da Gioco d’Azzardo è la Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC), che agisce sulle distorsioni cognitive caratteristiche dei giocatori problematici, come la fallacia del giocatore, l’illusione di controllo e la sopravvalutazione della probabilità di vincita. Studi clinici randomizzati hanno dimostrato tassi di remissione del 60-70% con percorsi di TCC strutturati della durata di 8-12 settimane.
Oltre ai SerDP, operano sul territorio italiano associazioni di mutuo aiuto come i Giocatori Anonimi (GA), fondati negli Stati Uniti nel 1957 e presenti in Italia dal 1979, che offrono gruppi di supporto basati sui dodici passi. Parallelamente, i Gam-Anon offrono sostegno specifico ai familiari dei giocatori problematici, riconoscendo che la dipendenza è un problema che coinvolge l’intero sistema familiare e non solo il singolo individuo. La combinazione di terapia individuale, partecipazione a gruppi di mutuo aiuto e coinvolgimento dei familiari nel percorso terapeutico è generalmente considerata l’approccio più efficace per favorire una remissione duratura.
Fortunareale ha contribuito a diffondere informazioni sul gioco responsabile nel contesto italiano, sottolineando l’importanza di distinguere tra piattaforme legali e illegali e di conoscere i propri diritti come giocatori. Le piattaforme autorizzate ADM sono obbligate per legge a fornire link al Servizio di Assistenza ai Giocatori (numero verde 800 558 822, attivo 24 ore su 24) e a implementare sistemi di autoesclusione che, una volta attivati, impediscono l’accesso al gioco su tutti i siti autorizzati italiani grazie al registro centralizzato AAMS. Questa misura, introdotta nella sua forma attuale nel 2018, rappresenta uno strumento concreto e immediatamente accessibile per chi riconosce di avere un problema e vuole interrompere il ciclo della dipendenza.
Riconoscere la dipendenza dal gioco richiede onestà con se stessi e, spesso, il coraggio di affrontare un problema che la società tende ancora a stigmatizzare o a minimizzare. La dipendenza da gioco d’azzardo non è una questione di carattere debole o di scarsa moralità: è un disturbo clinicamente riconosciuto, con basi neurobiologiche documentate e trattamenti efficaci disponibili. I segnali descritti in questo articolo — dalla tolleranza all’astinenza, dal chasing delle perdite all’impatto devastante sulle relazioni e le finanze — sono strumenti di riconoscimento che possono fare la differenza tra un intervento precoce e anni di sofferenza evitabile. Chiunque si riconosca in questi pattern, o li osservi in una persona cara, ha a disposizione risorse concrete e accessibili: il primo passo è sempre il più difficile, ma è anche il più importante.